L’educazione e la tecnologia

Capitolo 3

L’educazione e l’esperienza dei giovani

1.1 La tecnologia nelle scuole.

Chi ancora non ha capito che la tecnologia deve avere uno spazio fisso nelle scuole e non solo, è rimasto in dietro nel tempo e non accetta quello che sarà il futuro ostacolandolo. La tecnologia è molto importante. Essendo fonte di conoscenza, cultura, divertimento e non solo, ma anche essendo una risorsa che aiuta a migliorare la qualità delle nostre vite, direi che è il caso di mandarla avanti e per farlo bisogna saper educare, come ho già detto in precedenza, le persone già dalla tenera età, introducendo le tecnologie negli asili e nelle scuole. Questo non significa che i ragazzi staranno tutto il tempo attaccati allo schermo. Come viene dedicata una ora a storia, una a educazione fisica, sarebbe utile e fruttuoso dedicare una ora alla tecnologia: imparare come è fatta dalle fontamenta base della tecnologia, hardware, software, per poi passare alla costruzione grafica dei dispositivi, e soprattutto insegnare come si fanno delle ricerche e capire quando una informazione è falsa o quando è perfettamente attendibile. Una volta che il mondo sarà educato a queste conoscenze, sicuramente il rapporto uomo-tecnologia prenderà una piega molto interessante.

1.2 Rifkin e la cultura.

Il nostro già citato Rifkin afferma che la nostra società è lontana dalla cultura, definendo quest’ultima una risorsa principale per il futuro[1]. Che la cultura sia importante, non lo mettiamo in dubbio e io dico che da parte dell’uomo non si è mai smesso di ricerclarla. Con la tecnologia non si è lontano dalla cultura, ma, anzi siamo più vicini considerato che le informazioni sono costantemente a nostra disposizione. Bisogna solo abituarsi al nuovo modo di fare e ricevere cultura. Non si può rimanere sempre al libro, ai volantini, alle comunicazioni radio ecc. Ci si evolve e adesso la cultura si fa, si costruisce, si distribuisce attraverso internet, prendendo in considerazione anche che è accessibile a tutti. Quando inventarono la televisione ne capirono il suo potenziale e tutt’ora si stanno scoprendo tecniche di mercato importanti per lo sviluppo economico. La stessa cosa sta succedendo con internet che rapidamente si sta evolvendo. La unica differenza molto importante tra internet e la televisione, per esempio, è che con la televisione puoi scegliere entro un certo numero di canali che ti propinano le cose. Con internet cerchi ciò che ti interessa e fai una selezione più dettagliata delle informazioni che vuoi ricevere (o dare). Quindi bisogna solo capire che con l’andare avanti della storia umana, conoscendo sempre di più il nostro futuro, bisogna saper accettare i cambiamenti di modalità di assunzione e scambio della cultura. Qualsiasi nuova tecnologia ha sempre diviso in due l’umanità: le persone che apprezzavano e usavano l’oggetto cogliendone subito i vantaggi, e ler persone diffidenti che risultano essere nostalgiche del passato e criticano la nuova tecnologia, non pensando tra l’altro che ormai è stata creata e messa in commercio e che il futuro inizia da quel momento. Una volta iniziato, è impossibile fermarlo.

1.3 La comprensione a livello mondiale e l’indebolimento delle culture locali.

Secondo gli studi di Rifkin, con internet è aumentata la comprensione tra i popoli a livello mondiale, ma si sono indebolite le culture locali[2]. Ma questa comprensione tra i popoli a livello mondiale non causa niente di male, anzi. Avendo una conoscenza più completa del mondo in generale, la gente ha la tendenza a viaggiare di più in quanto è incuriosita dalla informazione che ha ricevuto. Quindi viaggiando di più, la cultura aumenta. Ma non solo. La conoscenza generale del mondo ci porta ad accettare le culture degli altri, a condividerle, a imitarle e questo porta a ogni singolo uomo a essere più vicino alle altre culture eliminando casi di violenza raziale, per esempio. È vero che imitando le altre culture, quelle popolari vanno man mano scomparendo perché sono contaminate da quelle nuove. Ma perché avere paura della evoluzione? Il termine evoluzione significa anche questo, perdere delle tradizioni e acquisirne delle altre. Se dovessimo conservare tutte le tradizioni dai tempi dei tempi, probabilmente adesso staremmo sacrificando esseri umani per il Dio della prosperità. Perché si deve avere paura del cambiamento?

[1] Jeremy, Rifkin, L’era dell’accesso: la rivoluzione della New Economy, Oscar Mondadori, Milano 2009.

[2] Jeremy, Rifkin, L’era dell’accesso: la rivoluzione della New Economy, Oscar Mondadori, Milano 2009.

Avete paura di Internet!

Capitolo 1

1.1 Vita senza internet

Chi si ricorda come eravamo senza Internet? E senza la tecnologia? Nel giro di quasi 30 anni sono cambiate un sacco di cose, immaginiamoci nel giro di un secolo. La tecnologia ha sempre aiutato l’essere umano, a partire dalla preistoria, a rendere la propria vita più comoda e facile. Vi immaginate cosa sarebbe successo se non avessero inventanto la ruota? La storia sarebbe sicuramente andata diversamente. Essendo una costruzione e invenzione dell’uomo, la tecnologia non può esistere senza l’uomo stesso, ma noi ci chiediamo: come avrebbe vissuto l’uomo senza essa? Probabilmente saremmo spariti dopo neanche 2000 anni della evoluzione all’homo sapiens sapiens.

Attraverso l’ingegno umano siamo arrivati a sviluppare delle tecnologie sempre più raffinate e non scordiamoci che sono talmente importanti per l’essere umano che ci sono state pure rivoluzioni in relazione a loro. Attraverso la tencologia, abbiamo sviluppato branche della scienza molto importanti come la medicina, o abbiamo raffinato tecniche di varie professioni e produzioni di oggetti altrettanto utili per la vita. Non voglio parlarvi della storia della tecnologia, per quanto possa essere interessante, non è il momento di parlare di questa. Però l’uomo si è accorto che man mano che la tecnologia si sviluppa e si evolve, anche la storia umana si sta accelerando. Gli ultimi 30 anni probabilmente sono stati gli anni più veloci della storia a livello di rapidità di sucessione dei fatti accaduti. Questo è dovuto soprattutto dall’uso di Internet attraverso le nuove tecnologie come smarthphone, computer, tablet e chi più ne ha, più ne metta. Internet ha causato una vera e propria rivoluzione tecnologica e non solo: ha rivoluzionato il rapporto che c’è tra l’essere umano e la tecnologia. La cosa che rivoluziona di più di internet stesso è l’informazione che può essere a disposizione di chiunque rapidamente. È sufficiente dire “ok, Google” in presenza del proprio telefono e, senza toccare un tasto, si apre il mondo intero tra le tue mani. Hai bisogno di sentire i tuoi amici per uscire? Nessun problema, esiste Whatsapp che ti permette di cercarli in tempo reale, che siano a mezzo metro da te o distanti dall’altra parte del mondo. Il messaggio arriva rapidamente, e altrettanto rapidamente arriva la risposta. Puoi anche lavorare su internet, fare dell’arte, leggere un libro, dimagrire, puoi fare qualsiasi cosa. Non sto esagerando quando dico che hanno già inventanto strutture intere come una casa che sembra normalissima, ma no: attraverso una connessione internet questa è capace di fare qualsiasi cosa, dall’aiutarti in una ricerca, ad autopulirsi. Qualcuno ha ancora voglia di sapere come si viveva prima? Potete chiedere ai vostri genitori o ai vostri nonni ricevendo molto probabilmente una risposta nostalgica dei tempi senza internet. Nostalgica, ma questo accade semplicemente perché molto probabilmente non sanno sfruttare al cento per cento le potenzialità del web e della tecnologia moderna. È come chiedere a una donna poco più in là del 1907[1] come si viveva senza lavatriche elettrica. C’erano donne che non si fidavano del marchingegno spaventoso che mai e poi mai avrebbe potuto lavare le lenzuola meglio di loro, e continuavano ad andare al fiume e passare tutta la giornata sfregando tessuti con il sapone; e poi c’erano le donne che hanno comprato una lavatrice elettrica e hanno smesso di avere problemi di schiena, durante la giornata potevano fare tante cose e le mani secche non erano più un problema. C’è a chi piace e a chi no. Ma prima di parlare male o di avere una considerazione negativa della cosa, o di qualsiasi cosa è sempre giusto farsi prima una idea, informandosi e magari provando con le proprie mani l’oggetto indicato. Sembra quasi che il mondo sia spavetato dall’evoluzione.

1.1 Tecnologie che hanno cambiato il mondo.

Ci sono delle tecnologie che non sempre risultano essere utili, anzi spesso vengono dimenticati nel giro di poche settimane. Ma ci sono alcune tecnologie che lasciano il segno, che sopo averle scoperte non è possibile farne a meno. Questo accade perché probabilmente hanno la capacità di risolvere un problema che in qualche modo ferisce l’uomo o necessita di uno sforzo notevole da parte dell’uomo. Negli ultimi 15 anni abbiamo avuto una evoluzione molto importante della tecnologia, molto più forte del campo della scienza e della medicina.

È ovvio che la tecnologia la maggior parte delle volte aiuta le ultime due discipline, ma non solo, perché il dato delle tecnologie, a grande sorpresa, ha risolto molti problemi come la comunicazione a distanza che è migliorata del 76%, ha semplificato la vita di tutti i giorni con un dato molto importante del 86% e in più ha risolto problemi di vario tipo per il 72%[2]. Stiamo parlando di tecnologie come il cellulare, che ormai si chiama Smarthphone, capace di connettersi con il mondo intero. Lo smarthphone è l’evoluzione del vecchio cellulare grande quanto un libro che già iniziava a circolare negli anni ’80 e poche persone lo utilizzavano. Poi è diventato sempre più piccolo e si iniziava a capire che potere aveva questo oggetto ancora troppo primitivo. Piano piano siamo passati dal fare una sempliche chiamata senza fili, ad ascoltare musica con un dispositivo che ti fa chiamare, videochiamare a velocità e qualità impressionanti, e ti tiene in contatto con il mondo come vuoi e dove vuoi pagando minimo 15 euro al mese. Nessuno riesce a farne più a meno.  Esiste il World Wilde Web o più conosciuo come www. È diventata la nostra realtà parallela che ci permette a grandi velocità di fare qualsiasi cosa ma soprattutto di renderci costantemente informati nel momento in cui ne abbiamo bisogno senza dover appuntare su un pezzo di carta cosa si desidera cercare e aspettare il momento per andare in biblioteca e fare le ricerche. Molte volte capitava che le persone, non sapendo una cosa, non si mettevano il problema di dover andare sino alla biblioteca per trovare una soluzione, per questo ignoravano allegramente la problematica. Il Worl Wilde Web invece aiuta a rendere accessibile a chiunque qualsiasi informazione, in questo modo la gente risulta essere anche molto più acculturata e informata. A tal proposito, Internet ci regala piattaforme come Wikipedia che è il primo sito consultato quando si fa una ricerca e, pensate, è totalmente costruito da volontari. Abbiamo la stampante 3D che nel campo artistico, e nel mondo dell’ingegneria e soprattutto in quello della medicina, è fondamentale. Pensate delle protesi costruite perfettamente su misura in qualche ora. Posso anche parlarvi del dolente tasto dei libri elettronici, ma non solo, di tutti i media digitali che ti permettono di collezionare musica, film, e libri in un semplice dispositivo attraverso cui puoi ascolare, leggere e guardare film e video. Dico che il tasto è dolente perché qui si dividono ben due schiere di persone: quelle nostalgiche che amano il profumo delle pagine e le righe dei vinili, e quelli che si sono modernizzati e preferiscono avere più spazio in casa senza la libreria, non tagliare gli alberi per fare un libro che magari non ti piace, e spendere meno soldi nell’acquisto del materiale. Voi di che fazione fate parte? Immaginate già dove mi schiero io, ma gli scienziati cosa ne pensano? Sono spaventati da questa tecnologia o cavalcano la rapida onda?

[1] Wikipedia, Lavatrice, 12 Febbraio 2018, https://it.wikipedia.org/wiki/Lavatrice, (consultato il 19 marzo 2018).

[2] Questi dati sono tratti dal sondaggio, realizzato dalla rivista Vanity Fair nel 2016. Cfr Laura Scafati, Le dieci invenzioni che hanno cambiato la nostra vita, in “Vanity Fair”, 20 gennaio 2016, https://www.vanityfair.it/lifestyle/hi-tech/16/01/19/invenzioni-che-hanno-cambiato-la-vita, (consultato il 19 marzo 2017).

 

 

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